Io e la fotografia di matrimonio

 In Wedding & Events

 

Oggi sono in vena di raccontarvi una storia: l’avventura della scelta del fotografo per il mio matrimonio.
Vi chiederete come mai una wedding planner trova difficoltà a prendere una decisione del genere.
Bene, quando si è coinvolti sentimentalmente non si ha mai chiara la situazione (è per questo che servono le wedding planner!).

La mia storia è stata un misto di sfiga, casualità e fortuna. Ora vi racconto ben bene.

Il mio più grande amore è Peggy Picot, nota ai più come Maison Pestea, una mia cara amica conosciuta durante i preparativi del matrimonio romano di Marco & Vale, di cui avrete sicuramente letto in altri post.
Peggy è innanzitutto una donna ed è francese ed io per la Francia ho un debole (revival: ho fatto l’erasmus in Francia, precisamente nella bellissima Auxerre, tra le colline della Borgogna).
Dopo aver fissato la data del mio matrimonio, è stata una delle prime persone a cui l’ho detto ma ahimè la sua agenda presentava un impegno già fissato da altri due (MALEDETTI!) sposini stranieri che avevano scelto come location il lago di Como.

Ho cercato di corromperla promettendole di fornirle oltre al suo compenso una fornitura per un anno di prodotti tipici pugliesi: caciocavallo, burratine, capocollo di Martina Franca, primitivo di Manduria, etc…
ma niente, non c’è stato verso di convincerla, del resto è una professionista seria e non avrebbe mai potuto “bidonare” l’altra coppia che era stata più veloce di me.
Non vi nascondo che la notizia mi ha un po’ spiazzato, anzi mi ha spiazzato del tutto, e così il mio povero marito si è dovuto subire i miei musi lunghi per i mesi successivi, tanto è vero che ha accettato la mia proposta di partecipare all’engagement session a Roma con Peggy pur di mettere fine alla mia disperazione. (seguirà post sull’argomento)

Io ho avuto modo di ascoltare fotografi professionisti e amatoriali spiegare come si legge una fotografia e non guardare esclusivamente alla precisione tecnica dello scatto, poi occupandomi anche di comunicazione, per me un buon servizio fotografico matrimoniale non può prescindere dal racconto.
Si il racconto, perché il fotografo racconta una storia, non fa delle foto semplicemente a due tizi agghindati ed imbellettati.
La fotografia è verità ed era quello che cercavo.

Ho visitato tanti siti, ho contattato altri fotografi, alcuni non rientravano nel mio budget altri erano già occupati per quella data.
Poi ci sono stati gli spiacevoli incontri. Non faccio nomi, non c’è ne bisogno.
Però voglio condividere alcune mie considerazioni:
1. se il fotografo vi fa vedere SOLO foto di strafighe con fisici bestiali ed occhi chiari penetranti, mmmh c’è qualcosa che non quadra!
2. se condivide con voi il pensiero di non voler occuparsi più di fotografia di matrimonio, ma dare libero sfogo alla sua creatività in altri ambiti (la cosiddetta fotografia artistica), SCAPPATE IL PRIMA POSSIBILE!!

Io ho avuto fortunatamente la lucidità, anche se non immediatamente,  di prendere il largo da questo tipo di persone e ne sono felice perché questo NON positivo evento mi ha permesso di riprendere il mio foglio di appunti e rivedere la lista dei fotografi che mi avevano colpito e che avevo momentaneamente accantonato.

E finalmente vedo la luce!!!
Dopo aver tempestato Peggy di messaggi su Facebook per avere un suo parere (scusami amica, mi farò perdonare!), mi decido a contattare Francesco Gravina.
E’ stato amore a prima vista, o meglio a prima frase. Cioè io gli ho espressamente detto, con la mia solita schiettezza, che cercavo uno stile diverso e volevo un vero reportage di matrimonio.
Non è stato per lui difficile comprendermi, dato che è iscritto alle più famose associazioni professionali di wedding reportage di rilievo internazionale.

L’entusiasmo e la gioia di avere la possibilità di partecipare al mio matrimonio era a livelli altissimi, forse più di alcuni miei parenti che avevano ricevuto il nostro invito.
Era già festa in quel piccolo studio pieno di fotografie.
Siamo stati a chiacchierare quasi 3 ore.
E la cosa più bella è che non ho trovato un solo fotografo ma due, perché lì ho incontrato anche Andrea Anthoi, compagno di avventure di Francesco.
Quindi due fotografi che finalmente colmano quel vuoto che si era creato nella macchina organizzativa che avevo avviato.

E approfitto per dire loro, grazie.
Grazie per aver reso leggero il delirio dei preparativi quel giorno a casa mia.
Grazie per esservi subiti i racconti di mio padre.
Grazie per i sorrisi e gli abbracci ed i complimenti a me dedicati.
Grazie per avermi fatto sentire diva per un giorno.
Grazie per tutte le premure che avete avuto per noi.
Grazie, amici miei.

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Today I’m going to tell you a story: Choosing a photographer to shoot my wedding…what an adventure!
You may wonder why it is difficult for a wedding planner to make such decision.
Well, you know…being romantically involved could be a problem sometimes ( this is when you definitely need a wedding planner!)

My own story was a mixture of bad and good luck and also fate. Let me tell you a bit more

My greatest love is Peggy Picot, better known as Maison Pestea, a dear friend of mine I met during Mark Roman & Vale’s wedding preparations ( you have probably read about their wedding in my previous posts )

Peggy is first and foremost a woman and she is French as well; I have a soft spot for France (revival: I took part to the Erasmus project in France, more precisely in the beautiful Auxerre, in the hills of Burgundy).

Right after setting the date of my wedding I immediately announced it to Peggy but unfortunately she had a clash in her agenda: newlywed (DAMNED!) from abroad who had chosen the Lake Como as location for their wedding

I tried to bribe her, promising to provide her ( in addition to the standard compensation ) with a one year supply of typical products from Puglia: cheese, burratine, capocollo of Martina Franca, Primitivo wine from Manduria, etc …

But unfortunately there was no way to convince her as she is a very serious professional and she would never “cheat” on the other couple…that was just faster than me!

The news definitely did puzzle me a bit, actually more than a bit, and so my poor husband had to deal with my bad mood for a while, so that, in order to cheer me up, he accepted my proposal to attend an engagement session in Rome with Peggy! ( related post to follow )

I have had the opportunity to listen to both professional and amateur photographers explaining how to ‘read’ a picture and how not to look at the technical aspect alone; working on communication, in my mind a good wedding photography service must take into consideration the lovers’ story! Yes indeed, as the photographer tells us a story, he does not simply takes pictures of two random dressed up and rouged people!

Photography is about telling the truth and this is was what I did want

I have visited many sites, I have contacted other photographers, some of them did not fit in my budget whilst others were too busy on MY day

Then something unpleasant happened. No names, there is no need.

Some personal considerations:
1. if the photographer ONLY shows you pictures of stunner women with great bodies and piercing blue eyes, hmmm there is something wrong!
2. if he confesses he is planning to move away from wedding photography, and free his creativity up (the so-called artistic photography), RUN AWAY AS SOON AS POSSIBLE!

I was lucky enough to realize, even if not immediately, that it was better to stay away from this kind of people and I’m happy because this NON positive event resulted in an opportunity: resuming my notes and reviewing the list of photographers who did impress me and that I had temporarily shelved.

The enthusiasm and the joy to take part to my wedding was very high, even more than some of my relatives!
My party started right there, in that little studio full of photographs.
We have discussed and planned for almost 3 hours.
And the great thing is that I was looking for a photographer but I found two of them, as in there I met Andrea Anthoi, adventuring companion of Francesco
Two photographers to finally fill in the gap in the organizational machine I had just started.

I truly thank them

Thank you for easing up the craziness in my house during the preparations
Thanks for being patient with my father and his infinity stories
Thank you for smiling at me, and hugging me and for the kind compliments
Thanks for making me feel diva for a day.
Thank you for being so kind to all of us
Thank you, my friends.

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  • Francesco

    Sei speciale cara sposa, anzi amica mia… la scelta non è solo della coppia di sposi verso il fotografo ma anche del fotografo verso gli sposi per quel che mi riguarda, ed io al vostro wedding sai quanto ci tenevo poterlo fare! Un immenso abbraccio e spero di prendere presto un caffè insieme…

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