Francesca Loprieno, per un wedding reportage d’autore

 In Puglia, Wedding & Events

Non posso farci niente, io ho un debole per le donne che fotografano. Ce ne sono tanti di uomini in giro molto bravi, ma negli scatti immortalati da una donna io vedo molto di più.
C’è un “non so che” di intimistico nella figura della sposa che mi ha affascina. Provate a farci caso anche voi.
E quando poi trovo un’artista che decide di raccontare una storia semplice come quella di un matrimonio, io impazzisco.

Come sono impazzita per la bellezza delle foto di Francesca Loprieno, giovane donna e artista pugliese dalle mille sfaccettature. Parlare con lei significa parlare di arte, di fotografia d’autore, di teatro, di esperienze di vita che lasciano il segno e trovano nell’arte un canale di comunicazione aperto.
Aperto a tutti, non elitario. E questo a me piace tanto.

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Così ho deciso di farvela conoscere meglio e di farle qualche domanda. Domande semplice, forse anche un po’ banali ma come avrete ben inteso io amo le cose semplici.

1. Quali sono i tuoi fotografi di riferimento da cui prendi spunto?

Io mi occupo di arte contemporanea la mia ricerca indaga territori intimi ed emozionali in relazione all’ambiente che mi circonda. I miei riferimenti sono puramente artistici, provengo dall’arte e voglio rappresentare ciò che vedo e ciò che mi viene chiesto solo attraverso di essa. Nella storia della fotografia ci sono stati molti “autori” fotografi che si sono occupati di matrimoni alcuni rendendolo noto e altri no. Credo che il segreto sia quello di far diventare qualsiasi cosa si faccia in ambito dell’immagine un prodotto serio e autoriale.

Adoro il film dell’artista Sophie Calle “No sex last night”… diciamo che mi ispiro a lei. Per fare qualcosa veramente bene dobbiamo distaccarcene, e io non amo andare ai matrimoni 😉

2. Come mai ti sei avvicinata al mondo dei matrimoni?

Diciamo che non mi sono avvicinata, è stato il matrimonio a cercare me. Di solito chi mi cerca è perché vuole un lavoro ricercato, selezionato, interpretato. Il mio è un progetto che nasce attraverso una mia libera interpretazione della giornata. Viene consegnato generalmente in poche foto. L’intervento degli sposi è minimo, per questo parlo di un prodotto autoriale. Non mostro mai le mie foto di wedding ai miei sposi… Voglio che mi scelgano per il mio lavoro artistico.

3.Cosa ne pensi di chi definisce la fotografia di matrimonio di serie B ?

Non credo che Elliott Erwitt (magnum photo) possa essere considerato un fotografo di serie B. Eppure ha fatto matrimoni!!!

4.Tre aggettivi per definire i tuoi reportage di matrimonio.

Veri e naturali, artistici, irripetibili.

5.Ti sei mai emozionata ad un matrimonio che hai seguito?

In realtà si, mi emoziono… ho un animo romantico ma non mi piace parlarne.

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6.So che hai viaggiato molto. Cosa ti ha spinto a tornare a Trani, in Puglia?

Continuo a viaggiare tanto e non credo che io abbia voglia di fermarmi. Fin ora ho vissuto in tutti i luoghi in cui ho sognato di voler vivere, non ho intenzione di abbandonare i miei sogni. A tornare in Puglia mi ha spinto l’amore per la mia terra. Quando si ama veramente qualcosa o qualcuno ci sarà sempre una “dolce guerra” tra l’andare e il restare. La conosci la canzone dei vecchi amanti?

7.In Puglia i matrimoni sono un evento molto importante per la storia di una famiglia e di una comunità. Qual è l’aspetto che ti affascina di più di questo rituale? E qual è quello che ti piace meno?

Non amo la poca indipendenza degli sposi. Generalmente restano legati alle vecchie tradizioni e molto spesso prendono decisioni per rendere felici i propri genitori o i parenti, io lo trovo assurdo e spesso mi chiedo se il matrimonio in questo senso non fosse altro che un impegno preso per far felice gli altri. Amo e dico amo il momento in cui gli sposi si incontrano e si guardano. Riesco a percepire la loro emozione e trovo che questo sia un momento bellissimo. In fondo la felicità non è altro che un istante, io mi prefiggo di cogliere quell’unico istante e poi tutto il resto è pura normalità.

Ora vengono le domande più semplici.

Pensa alla Puglia e rispondi a queste domande.

8.Qual è la tua ricetta preferita?

Il soufflè al cioccolato. Non è una ricetta pugliese, anche se mi fa pensare alla mia terra e agli affetti importanti che ho qui.

9.Dove si può fotografare il tramonto più bello?

Il tramonto più bello si può fotografare ovunque ci sia un luogo che ci faccia pensare all’amore come senso di infinito. Se penso al mio (pura assurdità) mi viene in mente una chocolaterie di Parigi gestita da una vecchietta, c’è posto solo per due persone. Quando l’ho vista per la prima volta ho pensato di volermi sposare lì. Era una giornata serena e dalla finestra dello stesso posto si vedeva il tramonto sulla Senna.

10.E la chiesetta più romantica dove si trova?

La chiesetta più romantica si trova a Trani nella città in cui sono nata, è abbandonata e si trova in campagna. Una volta l’ho fotografata. È piccola, distrutta e spunta sola in mezzo ad un immenso campo che cambia colore ad ogni stagione rendendo la struttura magica.

Ora arriva la domanda stupida.

11. Tre aggettivi per definire la tua intervistatrice?

La mia intervistatrice è tenace, colta e all’avanguardia. Non potevo chiedere di meglio!

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Foto Copyright: Francesca Loprieno (www.francescaloprieno.it)

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